L’idrogeno sta evolvendo verso una crescita sostenibile e realistica. Nonostante previsioni più misurate, i progressi globali ne confermano il ruolo chiave nella transizione energetica.

Traguardi significativi nel progresso dell’idrogeno

Nonostante le difficoltà globali che hanno rallentato lo sviluppo dei progetti legati all’energia pulita—come le interruzioni nelle catene di approvvigionamento, l’aumento dei costi delle materie prime e l’incertezza normativa—il mondo sta comunque compiendo progressi concreti. Di seguito alcuni esempi degli sviluppi globali che confermano il ruolo centrale dell’idrogeno nel futuro energetico sostenibile.

Secondo l’International Energy Agency (IEA), ad oggi, 60 Paesi—che rappresentano l’82% delle emissioni globali di CO₂ legate all’energia—hanno adottato strategie nazionali per l’idrogeno. La produzione di idrogeno a basse emissioni è cresciuta del 50% dal 2021, e la capacità installata degli elettrolizzatori è aumentata di 9 volte.

Il rapporto Hydrogen Insights 2024, pubblicato da Hydrogen Council e McKinsey & Company, evidenzia che i progetti globali legati all’idrogeno pulito sono passati da 228 nel 2020 a 1.572 nel maggio 2024, per un investimento complessivo di 680 miliardi di dollari. Di questi, 434 progetti sono già in fase di attuazione, con una capacità produttiva prevista di 48 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030, di cui il 9% già in fase operativa.

I Paesi stanno avanzando anche attraverso politiche e programmi innovativi. Un esempio recente è il meccanismo di aste pay-as-bid promosso dalla Banca Europea dell’Idrogeno, che ha assegnato quasi 720 milioni di euro a sette progetti di idrogeno rinnovabile.

Si registrano progressi significativi nella progettazione e realizzazione di Hydrogen Hub considerati strategici per accelerare l’adozione su larga scala. Un esempio emblematico è l’annuncio di 7 miliardi di dollari di finanziamento per lo sviluppo di sette poli regionali di idrogeno pulito negli Stati Uniti.

Accelerare con metodo: una roadmap verso le decisioni finali d’investimento (FID)

Nel contesto di transizione globale verso soluzioni a basse emissioni di carbonio, l’economia dell’idrogeno si sta affermando come componente chiave per raggiungere gli obiettivi net-zero. Tuttavia, sebbene i progetti legati all’idrogeno stiano guadagnando slancio, molti stanno affrontando ritardi nel raggiungimento della Final Investment Decision  (FID). Questi ritardi non riducono l’urgenza dello sviluppo dell’idrogeno, ma evidenziano la necessità di un approccio metodico ed accelerato, che bilanci velocità e rigore. Per gli sviluppatori di progetti, ciò significa adottare azioni concrete per rafforzare la sostenibilità economica, ridurre i rischi e avanzare verso la FID.

Un approccio misurato e accelerato richiede preparazione e strategia in cinque aree chiave:

1. Sfruttare politiche abilitanti e programmi di incentivazione

Gli sviluppatori devono monitorare attentamente l’evoluzione delle politiche pubbliche e dei programmi di sostegno all’economia dell’idrogeno. In molte regioni sono disponibili incentivi significativi per i progetti di energia verde, incluse sovvenzioni, crediti d’imposta e finanziamenti pubblici. Comprendere e integrare queste politiche consente di ottimizzare i finanziamenti, aumentare la redditività e ridurre i rischi delle iniziative. È fondamentale coinvolgere precocemente gli Enti regolatori per garantire coerenza normativa e facilitare l’avanzamento dei progetti.

2. Partecipazione strategica lungo tutta la filiera dell’idrogeno

Il successo di un progetto non dipende solo dalla produzione specifica, ma anche da una strategia integrata lungo tutta la filiera: approvvigionamento delle materie prime, produzione, conversione, stoccaggio e distribuzione. Gli sviluppatori devono valutare dove possono generare o sfruttare valore. La localizzazione del progetto è cruciale, soprattutto in base al modello di business che si intende adottare. Ad esempio, è essenziale garantire fonti affidabili di energia rinnovabile, soluzioni di stoccaggio efficienti e trasporto sicuro, in linea con la domanda di mercato—sia nazionale che per l’export.

3. Analisi di mercato approfondite per l’idrogeno ed i suoi derivati

È necessario condurre studi di mercato dettagliati per comprendere la domanda in evoluzione dell’idrogeno e dei suoi derivati, come ammoniaca e metanolo. Questo include sia il consumo interno che le opportunità di esportazione verso regioni come Europa e Asia, che stanno investendo fortemente nell’importazione di idrogeno verde. Comprendere le applicazioni nei vari settori—dalla produzione energetica ai trasporti, fino all’industria pesante—aiuta ad ottimizzare la capacità produttiva e garantire che il progetto risponda alle esigenze future del mercato.

4. Ottimizzazione dei flussi energetici per efficienza operativa e finanziaria

L’efficienza energetica è un fattore determinante per il successo operativo e la sostenibilità finanziaria dei progetti. Ottimizzare i flussi energetici nella produzione e conversione dell’idrogeno consente di ridurre gli sprechi e i costi, migliorando direttamente la redditività. Ciò implica la massima integrazione delle fonti rinnovabili, il miglioramento delle tecnologie produttive ed il bilanciamento tra input e output energetici. Un modello finanziaro basato su flussi energetici ottimizzati rafforza ulteriormente la solidità del progetto e ne aumenta l’attrattività per gli investitori.

5. Sviluppo rigoroso del progetto

Raggiungere la FID richiede un approccio disciplinato allo sviluppo del progetto, che includa studi di fattibilità, progettazione ingegneristica e accordi di fornitura. Un processo strutturato per fasi garantisce che ogni step—dalla pre-fattibilità alla progettazione esecutiva—raggiunga i traguardi critici. È essenziale applicare strategie di mitigazione del rischio, come la validazione tecnica e la due diligence finanziaria, lungo tutto il ciclo di vita del progetto. Una governance chiara e una responsabilità ben definita sono fondamentali per rispettare le tempistiche ed evitare ritardi costosi.

1. Comprendere il rapporto tra energia elettrica e idrogeno

L’elettrolisi, che utilizza elettricità per produrre idrogeno, è al centro di molte strategie energetiche. Tuttavia, questo approccio genera interdipendenze complesse tra produzione elettrica e produzione di idrogeno, che devono essere comprese a fondo.

  • Disponibilità di energia: È possibile poter contare su di una capacità di generazione elettrica sufficiente nei luoghi giusti, insieme alle infrastrutture di rete necessarie per trasmettere l’elettricità ai siti di elettrolisi? Senza questo, la produzione di idrogeno potrebbe rallentare a causa di carenze energetiche o colli di bottiglia nella rete di trasmissione.
  • Concorrenza per l’elettricità: La produzione di idrogeno tramite elettrolisi compete con altre applicazioni ad alta domanda di elettricità, come pompe di calore, data center e persino il mining di criptovalute. L’idrogeno elettrolitico sarà competitivo in regioni con risorse rinnovabili limitate?
  • Intermittenza ed efficienza: La natura intermittente delle fonti rinnovabili complica ulteriormente la produzione di idrogeno. Quale sarà l’impatto dell’ottimizzazione della produzione di idrogeno attraverso soluzioni di accumulo energetico e stoccaggio dell’idrogeno, soprattutto considerando le perdite di efficienza nel ciclo energetico?

Queste sfide legate alla “materia prima” non riguardano solo l’elettrolisi, ma anche altri percorsi tecnologici per la produzione di idrogeno.

2. Affrontare le sfide legate alla domanda

Sebbene siano stati sviluppati incentivi e politiche lato offerta, il lato domanda dell’economia dell’idrogeno rimane poco sviluppato. Per attrarre finanziamenti, gli sviluppatori hanno bisogno di maggiore certezza, in particolare attraverso accordi di acquisto. I meccanismi di stimolo della domanda che potrebbero colmare questo divario sono ancora agli inizi, e la loro progettazione sarà cruciale per la crescita futura.

  • Contratti a lungo termine e supporto politico:  molti potenziali acquirenti di idrogeno sono riluttanti a impegnarsi in contratti a lungo termine, prevedendo una futura riduzione dei costi tecnologici. Tuttavia, gli sviluppatori necessitano di questi contratti per ottenere finanziamenti. Interventi politici mirati potrebbero aiutare a colmare questo divario, offrendo supporto agli sviluppatori e protezione agli acquirenti contro il rischio di pagare prezzi eccessivi.
  • Meccanismi di Contracts-for-Differences (CfD): programmi come i CfD del Canada, basati sul prezzo del carbonio per garantire stabilità finanziaria, potrebbero essere estesi. Si potrebbe sviluppare un meccanismo simile basato sul prezzo dell’idrogeno o dei suoi derivati, per offrire maggiore certezza al mercato. Questo stimolo alla domanda sarebbe particolarmente efficace nei settori difficili da decarbonizzare, come cemento, acciaio e chimica.
  • Infrastrutture per l’uso finale:  La transizione all’idrogeno in settori chiave richiederà importanti aggiornamenti infrastrutturali. Il sostegno pubblico, sia in termini di finanziamenti che di incentivi normativi, sarà essenziale per stimolare la domanda e creare un mercato finale affidabile per l’idrogeno.
  • Domanda industriale: E' probabile che la domanda di idrogeno per la decarbonizzazione industriale cresca fino a diventare una base stabile, vista la crescente pressione sull’industria per ridurre le emissioni e le limitate alternative disponibili

3. Sviluppare le infrastrutture di trasporto dell’idrogeno

Uno dei principali vuoti infrastrutturali nell’attuale ecosistema dell’idrogeno riguarda la logistica necessaria per trasportare l’idrogeno dai siti di produzione agli utilizzatori finali. A differenza del solare o dell’eolico, che possono sfruttare le reti elettriche esistenti, l’idrogeno non dispone ancora di infrastrutture consolidate per il trasporto su lunga distanza.

  • Sfruttare le infrastrutture esistenti: la rete di gasdotti naturale potrebbe essere riconvertita per il trasporto dell’idrogeno, ma ciò richiede test approfonditi per garantire la sicurezza e il rispetto degli standard prestazionali. Accelerare i test e le autorizzazioni normative per l’integrazione dell’idrogeno nei gasdotti esistenti potrebbe contribuire a colmare questo divario.
  • Esplorare modalità alternative di trasporto: i gasdotti sono probabilmente il metodo più efficiente e sicuro per il trasporto dell’idrogeno, ma è necessario sviluppare anche soluzioni via ferrovia e strada. Inoltre, la forma in cui l’idrogeno viene trasportato—gassoso, liquido o sotto forma di derivati come l’ammoniaca—deve essere valutata con attenzione. Accelerare lo sviluppo di regolamenti e politiche in questo ambito potrebbe aprire nuove vie di trasporto.
  • Autorizzazioni e ritardi nella costruzione: i progetti infrastrutturali che attraversano proprietà private, in particolare i gasdotti, affrontano spesso ritardi significativi a causa di processi autorizzativi complessi. Snellire queste procedure potrebbe accelerare lo sviluppo di una rete di trasporto per l’idrogeno.
  • Potenziale degli eFuels: l’idrogeno è un prodotto difficile da trasportare. In questo contesto, mentre le opzioni tecnologiche sono ancora in fase di sviluppo, potrebbe essere utile valutare la conversione dell’idrogeno in eFuels o altri derivati più facilmente trasportabili e gestibili.

4. Armonizzare regolamenti, standard e certificazioni

I governi hanno compiuto progressi significativi nel sostenere l’idrogeno attraverso politiche e programmi. Tuttavia, i regolamenti, gli standard e le certificazioni che dovranno sostenere un mercato globale dell’idrogeno sono ancora frammentati ed in evoluzione.

  • Standard uniformi sull’intensità carbonica: il commercio globale dell’idrogeno dipenderà da standard coerenti per la misurazione e la certificazione dell’intensità carbonica dei diversi metodi di produzione. È fondamentale adottare un approccio uniforme alla valutazione e alla verifica delle emissioni lungo l’intero ciclo di vita. L’introduzione della norma ISO/TS 19870 rappresenta un primo passo importante verso la standardizzazione della valutazione delle emissioni di gas serra, specifica per i diversi percorsi di produzione e distribuzione dell’idrogeno, andando oltre i modelli generici di LCA (Life Cycle Assessment).
  • Sicurezza e consapevolezza pubblica: garantire la sicurezza nella gestione dell’idrogeno è essenziale, e richiede lo sviluppo di standard di sicurezza globali e una formazione adeguata per il personale di primo intervento. Inoltre, la sensibilizzazione del pubblico sarà fondamentale per superare le preoccupazioni legate alla sicurezza e costruire fiducia nelle tecnologie a idrogeno.

Caratteristiche degli Hub

Benefici degli Hub

Sfide degli Hub