I nostri team di esperti stanno aprendo nuove strade nello sviluppo di soluzioni per una delle sfide ambientali più complesse della nostra epoca.

SPECIALISTI PFAS
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Progetti


Mappatura delle principali associazioni tra PFAS, industrie, processi e prodotti, per identificare potenziali presenze nelle supply chain e anticipare eventuali rischi ambientali ereditati dal passato.

Abbiamo affinato un protocollo desktop multistadio che combina la probabilità di un rilascio storico di PFAS con i potenziali impatti sui recettori. Il protocollo è basato sul rischio e completamente personalizzabile, e può essere utilizzato per identificare e classificare i rischi reputazionali e le passività finanziarie.

I nostri servizi di vulnerability assessment aiutano i clienti a rispondere alla crescente pressione pubblica e al crescente controllo normativo, supportandoli nell’eliminazione dei PFAS attraverso valutazioni sistematiche e documentate della catena di fornitura e delle operazioni produttive. I PFAS e i loro sottoprodotti vengono identificati e tracciati lungo i punti di esposizione occupazionale e i flussi di rifiuti, e vengono sviluppati piani d’azione per eliminare il rischio PFAS in linea con gli obiettivi del cliente.

Analisi avanzate e campionamento

Siamo esperti nell’utilizzo di metodi analitici mirati e non mirati e di tecniche avanzate di campionamento, inclusi campionatori passivi e lisimetri, per raccogliere le informazioni necessarie a ricostruire un quadro completo degli impatti dei PFAS.

PFAS nella fase aeriforme

La volatilizzazione dei PFAS a catena corta e dei PFAS neutri, come gli alcoli fluorotelomerici, si sta affermando come una delle principali vie di trasporto di queste sostanze e sta attirando un’attenzione regolatoria sempre più intensa. Il nostro team mette a disposizione competenze specialistiche e una comprovata esperienza nella valutazione e mitigazione dei rischi legati ai PFAS in fase vapore, dalle emissioni in discarica alla vapour intrusion in contesti residenziali e lavorativi, fino all’esposizione occupazionale.

Strumenti automatizzati e machine learning

I programmi di analisi dei PFAS generano grandi quantità di dati, rendendo l’interpretazione solida e affidabile un processo complesso e dispendioso in termini di tempo. Stiamo utilizzando il machine learning per semplificare questo processo, ottenendo nuove informazioni sulle sfide poste dai PFAS e sulle possibili soluzioni.

Valutazione della stabilità del pennacchio (Groundwater Plume Analytics®)

I nostri strumenti Groundwater Plume Analytics® offrono ai clienti modalità più accurate per valutare i rischi e gli impatti storici, analizzando i dati esistenti, sviluppando soluzioni resilienti e a costi sostenibili, e presentando le informazioni in modo chiaro, efficace e facilmente fruibile.

Tecnologie di trattamento distruttivo

WSP sta investendo nello sviluppo di diverse tecnologie di trattamento dei PFAS, con un focus specifico sulle soluzioni distruttive capaci di interrompere il ciclo dei PFAS nell’ambiente, ridurre i costi di gestione e abbattere le responsabilità. Tra queste:

  • Elettro‑ossidazione
  • Ossidazione in acqua supercritica (SCWO): abbiamo avviato una partnership con un fornitore di tecnologia SCWO per verificare e validare la distruzione e mineralizzazione in situ dei rifiuti derivanti dalle attività di bonifica dei PFAS, come resine a scambio ionico o carbone attivo granulare (GAC) esausti.
  • Plasma: tecnologia al plasma a bassa temperatura per la distruzione dei PFAS in soluzioni ad alta concentrazione. I PFAS vengono portati in superficie all’interno dei reattori, grazie a diffusori di gas argon, e completamente distrutti nel giro di poche ore.

Soluzioni Nature Based

Stiamo esplorando il potenziale delle soluzioni basate sulla natura per la bonifica dei siti contaminati da PFAS, con l’obiettivo di offrire alternative efficaci nei contesti in cui i metodi tradizionali risultano complessi o non applicabili. Questi approcci innovativi non solo contribuiscono alla riduzione dell'impatto dei PFAS, ma generano anche co‑benefici tangibili per le comunità e per gli ecosistemi, rafforzando la resilienza ambientale e creando valore duraturo.
 

Tecnologie di separazione e stabilizzazione

Il nostro team ha progettato, gestito e mantenuto alcuni dei primi sistemi di trattamento per PFAS e, dal 2015, sviluppiamo e dimostriamo tecnologie di separazione, stabilizzazione e distruzione, tra cui:

  • Laboratori per studi di trattabilità
  • Unità mobili di trattamento
  • Sistemi di trattamento su scala reale

Dai piccoli ai grandi volumi, dagli approcci in situ agli interventi ex situ, dalle tecnologie tradizionali a quelle più innovative, offriamo soluzioni basate sull’esperienza, scientificamente avanzate ed economicamente efficienti, calibrate sulle specifiche esigenze di ogni sito.

I nostri esperti conducono valutazioni del rischio PFAS su più vie di esposizione, sono specializzati nelle analisi dell’esposizione alimentare e redigono regolarmente revisioni e valutazioni tossicologiche.

Abbiamo sviluppato uno strumento per valutare l’impatto del cambiamento climatico sui siti contaminati da PFAS, sia in fase di definizione delle possibili opzioni di bonifica, sia per i sistemi di trattamento già operativi. L’obiettivo è fornire supporto a decisioni responsabili ed economicamente sostenibili, alla pianificazione strategica e alla gestione del rischio, sia a livello di singolo sito sia dell’intero portafoglio. Gli impatti climatici considerati dallo strumento includono:

  • Aumento delle temperature
  • Manto nevoso
  • Precipitazioni / eventi estremi
  • Variazioni del permafrost
  • Cambiamenti nella flora
  • Cambiamenti nella fauna
  • Venti forti
  • Erosione
  • Siccità
  • Incendi boschivi
  • Innalzamento del livello del mare / variazioni del livello del Mar Artico

Che cosa sono i PFAS e perché vengono chiamati “forever chemicals”?

I PFAS (sostanze per‑ e polifluoroalchiliche) sono composti chimici sintetici. Alcuni di essi sono noti per la loro estrema persistenza nell’ambiente e nel corpo umano, motivo per cui vengono soprannominati “forever chemicals”, cioè “sostanze eterne”.

Dove si trovano comunemente i PFAS?

I PFAS sono presenti in numerosi processi industriali e prodotti, inclusi materiali resistenti all’acqua, agli oli e alle macchie (come pentole antiaderenti, tessuti idrorepellenti, imballaggi alimentari, componenti elettronici, ecc.), schiume antincendio e molti altri articoli.
A causa del loro uso diffuso, i PFAS si riscontrano nei rifiuti solidi, nelle acque reflue, nei biosolidi e possono essere rilasciati da aree in cui vengono utilizzate schiume antincendio, da impianti industriali e da altri siti in cui materiali contenenti PFAS vengono impiegati o smaltiti.

Come fanno i PFAS a contaminare l’acqua potabile?

I PFAS possono contaminare le risorse idriche attraverso rilasci, perdite e/o scarichi provenienti dalle sorgenti descritte in precedenza.

Quali rischi per la salute sono associati all’esposizione ai PFAS?

L’esposizione ad alcuni PFAS è stata collegata a problemi di salute quali tumori, danni al fegato, malattie della tiroide e effetti sullo sviluppo nei neonati. Sono in corso diversi studi per quantificare in modo più accurato i rischi associati all’esposizione a singoli PFAS e alle miscele di questi composti.

Come possono essere rilevate e misurate le contaminazioni da PFAS?

Nuovi metodi di campionamento, eseguiti da team esperti, sono fondamentali per raccogliere dati affidabili sui PFAS ed evitare criticità.
I metodi analitici includono test mirati (focalizzati su composti specifici) e non mirati. Sono inoltre in fase di sviluppo e validazione metodi di screening in campo per supportare decisioni più rapide e aumentare l’efficienza operativa. La caratterizzazione delle concentrazioni ambientali di PFAS è essenziale per poter valutare correttamente i reali impatti dei PFAS.

Come vengono interpretati i dati relativi ai PFAS?

Interpretare i dati PFAS in termini di massa o flussi di massa anziché basarsi esclusivamente sulle concentrazioni consente spesso di adottare approcci più efficaci alla gestione dei PFAS.
L’analisi dei dati è un elemento cruciale per una corretta interpretazione, data la numerosità dei composti PFAS e la complessità legata alla loro composizione, al comportamento ambientale (fate & transport) e ai potenziali processi di trasformazione.
Strumenti di machine learning e di visualizzazione possono essere utilizzati per migliorare l’interpretazione dei dati, fornendo una comprensione più chiara della distribuzione dei PFAS e delle loro sorgenti.

Quali sono i principali metodi di bonifica, trattamento o rimozione dei PFAS?

I metodi tradizionali, come la filtrazione con carbone attivo granulare (GAC), le resine a scambio ionico e la foam fractionation, possono separare e rimuovere i PFAS da acque e reflui con livelli di efficienza variabili. Tuttavia, per distruggere completamente i legami carbonio‑fluoro e interrompere il ciclo dei PFAS nell’ambiente, sono necessarie tecnologie distruttive.
La scelta dell’approccio più appropriato dipende da diversi fattori specifici del sito, tra cui gli obiettivi di trattamento, la composizione dei PFAS, la massa totale o il flusso di massa, le esigenze operative e i costi.

È preferibile distruggere i PFAS direttamente in sito oppure trasportarli altrove per il trattamento o lo smaltimento?

La scelta dipende dagli obiettivi e dalle caratteristiche specifiche del sito. In alcuni casi, la distruzione dei PFAS in loco può risultare più efficiente, riducendo i rischi legati al trasporto di materiali pericolosi ed eliminando la responsabilità associata al trattamento o allo smaltimento presso terzi.

Quali sono i costi associati alle tecnologie di distruzione dei PFAS?

I costi variano in funzione della tecnologia adottata, dall'entità dell’intervento e dell’applicazione specifica. Sebbene alcune soluzioni richiedano investimenti iniziali più elevati, esse possono generare risparmi nel lungo periodo grazie alla riduzione dei costi operativi e del consumo di materiali. Le tecnologie di distruzione risultano inoltre più vantaggiose, dal punto di vista economico, quando le concentrazioni di PFAS da trattare sono più elevate.