WSP è stata pertanto incaricata di sviluppare un protocollo tecnico volto a prevenire e minimizzare il rischio di introduzione di materiali contenenti PFAS nei cantieri per uno dei più grandi e strategici progetti infrastrutturali in Italia.
Il protocollo fornisce un metodo standardizzato e unitario per le imprese appaltatrici per valutare e classificare i diversi materiali da utilizzarsi nel cantiere infrastrutturale in relazione al rischio di presenza di PFAS e di rilascio degli stessi nell’ambiente. In relazione alla classe di rischio del materiale sono proposti dei livelli di controllo differenziati e crescenti e delle metodologie per gestire il rischio, in modo da prevenire eventuali contaminazioni, ivi compresa la sostituzione del materiale.
E' stato sviluppato da un team multidisciplinare di esperti in PFAS, chimica analitica, valutazione del rischio, approvvigionamento e gestione dei cantieri.
Il processo si sviluppa secondo un approccio articolato per livelli, partendo da uno screening preliminare dei materiali potenzialmente contenenti PFAS, effettuato sulla base della tipologia di materiale e delle evidenze disponibili in letteratura scientifica e tecnica, che viene affinato in base al potenziale rischio di rilascio di PFAS nell’ambiente dal materiale, associato allo stato fisico del materiale e alle modalità di impiego previste.
In funzione del livello di rischio attribuito, l’appaltatore deve applicare differenti livelli di controllo finalizzati a confermare il potenziale rischio di rilascio di PFAS. Tali controlli includono, in modo progressivo, la revisione della documentazione tecnica (Schede Dati di Sicurezza ed etichette “PFAS-free”), fino all’esecuzione di analisi chimiche sulla materia prima e sugli eluati ottenuti da prove di lisciviazione. Il protocollo, infatti, definisce i metodi analitici da adottare, il set di parametri chimici da ricercare e le concentrazioni soglia di riferimento, derivate dalle normative e dalle linee guida internazionali, in considerazione dell’assenza di una regolamentazione locale specifica in materia.
Per i materiali valutati come a rischio di rilascio di PFAS è richiesta la predisposizione di uno specifico Piano di Gestione, finalizzato a minimizzare il potenziale impatto e il rischio di contaminazione ambientale, attraverso controlli, misure di prevenzione e mitigazione e procedure specifiche da adottare durante l’operatività del cantiere.
È il primo protocollo in Italia che affronta i PFAS nei materiali da costruzione per grandi progetti infrastrutturali, fissando un punto di riferimento per una gestione proattiva del rischio ambientale.