Collegando il più lungo fiume della Gran Bretagna con il Canale di Bristol, l'estuario del fiume Severn è molto più di una linea d'acqua: è una potenza latente che ha la capacità di trasformare le vite, le economie e il pianeta. Sfruttando la nostra piattaforma digitale GoldSET e una profonda competenza ambientale, stiamo intercettando le comunità locali e le parti interessate con l’obiettivo di coinvolgerle nel reinventare il futuro del territorio. Fondendo un'analisi critica guidata dai dati con una collaborazione partecipata, stiamo tracciando una nuova rotta verso la resilienza e la prosperità energetica.
Con una variazione di marea di 14,86 metri tra le sue più basse e alte maree astronomiche, l'estuario presenta la più grande ampiezza di marea del Regno Unito e la terza più alta al mondo, grazie alla sua geografia e costa uniche. Questo lo rende una fonte ideale di energia pulita e affidabile, in quanto la produzione energetica non dipende dalle condizioni meteorologiche ma dalle regolari variazioni di marea. Con il giusto progetto di sfruttamento dell’energia mareomotrice, l'estuario del Severn potrebbe fornire da solo fino al 7% dell'elettricità del Regno Unito.
Nonostante gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità del paese, i piani di adattamento ai cambiamenti climatici e la crescente domanda di energia, sfruttare questo potenziale si è rivelato difficile.
I fattori che rendono l'estuario del fiume Severn una fonte di energia pulita così promettente — le sue caratteristiche ambientali uniche e le comunità portuali circostanti — sono anche ciò che lo rende un sistema complesso e particolarmente delicato.
Negli ultimi quattro decenni ci sono stati numerosi progetti cancellati e studi sulle installazioni per la produzione di energia mareomotrice, la maggior parte dei quali è giunta alla stessa conclusione: le grandi dighe, comunemente utilizzate nei progetti di energia mareomotrice, avrebbero un impatto negativo sproporzionato sia sui porti dell'estuario sia sui suoi numerosi habitat protetti a livello interna-zionale. Questi piani hanno incontrato anche la resistenza degli stakeholder locali e si sono rivelati troppo costosi.
I nostri team italiani di esperti erano convinti che ci fosse un’altra opzione e che un’analisi basata sui dati potesse essere la chiave per sbloccare nuove intuizioni e possibilità per questa zona. Abbiamo utilizzato la nostra esperienza ad operare in situazioni complesse, le competenze digitali e la piattaforma GoldSET per valutare la fattibilità di un approccio ridotto e mirato all'energia mareomotrice per supportare la predisposizione di un piano concreto per realizzare il grande potenziale dell’estuario del Severn in termini di produzione energetica e resilienza.