I nostri esperti WSP sono partiti da un’approfondita analisi delle strutture esistenti, per comprendere il comportamento delle murature storiche, lo stato dei sistemi in acciaio e calcestruzzo delle strutture della ex caserma da demolire e le criticità dovute al degrado e ai numerosi interventi susseguitisi nel tempo.
Con le indagini geologiche e geotecniche poi, abbiamo costruito una base conoscitiva solida, essenziale per intervenire con rispetto e sicurezza in un contesto caratterizzato da forti preesistenze.
Abbiamo optato per una progettazione delle demolizioni mirata: le strutture interne verranno rimosse in modo selettivo, mentre le murature storiche saranno mantenute e puntellate attraverso sistemi provvisionali studiati per garantire stabilità durante gli scavi e la costruzione delle nuove fondazioni.
WSP ha curato anche i criteri CAM (Criteri Ambientali Minimi) e la gestione delle materie affinché l’intero processo fosse coordinato con le attività di bonifica e con la gestione dei materiali.
La progettazione delle fondazioni
La progettazione delle fondazioni rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del progetto: gli esperti WSP hanno realizzato lo studio geologico utilizzando le tecnologie più all’avanguardia nella gestione dinamica dei dati. Nella progettazione delle fondazioni, abbiamo integrato le opere accessorie ai sistemi impiantistici (vasche per le acque di irrigazione e antincendio) con gli aspetti geotecnici e strutturali.
La realizzazione di un graticcio di travi in calcestruzzo armato, associato a un sistema di 200 pali CFA profondi tra i 15 e i 25 metri e a un vespaio aerato sosterrà le strutture in elevazione e tutti i vari elementi volumetrici del Museo. Ogni scelta è calibrata e compatibile con le strutture storiche da preservare e quelle nuove da sostenere, per garantire stabilità e durabilità nel tempo.
Leggerezza sospesa: il sistema strutturale tra acciaio, legno e luce
Per rispondere alla visione architettonica caratterizzata da ampie campate libere e continuità con gli spazi pubblici, il nostro progetto delle strutture adotta materiali e sistemi diversi per le varie aree dell’edificio. Il progetto concepisce il podio come un sistema efficiente basato su colonne perimetrali in acciaio e solai prefabbricati in calcestruzzo.
L’edificio est e l’auditorium si distinguono per le travi di trasferimento da 20 metri, che eliminano la necessità di pilastri interni. La grande teca bioclimatica, che lavora in dialogo con i sistemi di ventilazione naturale e ombreggiamento, è caratterizzata da travi e colonne in legno lamellare che sostengono le capsule sospese sul parco centrale.
I nostri progettisti hanno adottato l’approccio DFMA (Design for Manufacturing and Assembly) nella concezione delle capsule sospese per realizzare un’opera sostenibile, ridurre i tempi di cantiere e rendere flessibile l’uso futuro: pannelli in acciaio prefabbricati, trasportabili e smontabili compongono la struttura delle capsule collegate alla stecca espositiva attraverso passerelle integrate.
Il nostro modello antisismico avanzato integra solai semirigidi, controventi verticali discreti e continuità strutturale tra teca, capsule e podio, attraverso l’analisi stratigrafica locale abbiamo calibrato il comportamento sismico dell’intero complesso.
L'eredità di un luogo che torna a respirare
Il Museo della Scienza di Roma rappresenta molto più di un intervento architettonico: è un nuovo spazio pubblico che restituisce identità, cultura e possibilità a un luogo rimasto a lungo silente.
Con Science Forest, la città acquisisce un paesaggio museale capace di unire natura e innovazione, memoria e futuro, ricerca e partecipazione.
All’interno di questa trasformazione, abbiamo contribuito a dare forma a un’architettura che vuole essere leggera, sostenibile e profondamente radicata nel contesto urbano, mettendo in relazione ingegneria avanzata, attenzione al patrimonio esistente e una visione multidisciplinare.
Il risultato è una struttura che sostiene non solo un edificio, ma un’esperienza: un museo che si apre alla città come luogo di scoperta, dialogo e immaginazione. Science Forest diventa così un nuovo riferimento per Roma, un simbolo di rigenerazione e un invito a pensare, insieme, i paesaggi culturali del futuro.