L'obiettivo della direttiva è istituire un quadro di monitoraggio del suolo solido e coerente in tutta l'UE, con indicazioni sui metodi da seguire e sui limiti analitici di alcuni parametri per definire un suolo come “sano”, in grado cioé di fornire molteplici servizi ecosistemici su scala sufficiente a soddisfare le esigenze ambientali, sociali ed economiche degli abitanti dell’Unione, prevenire e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità, aumentare la resilienza rispetto ai disastri naturali e la sicurezza alimentare, ridurre la contaminazione del suolo a livelli non dannosi alla salute umana e all'ambiente.
Come recita la direttiva nel suo preambolo: “Nell'UE (…) il consumo di suolo e l'impermeabilizzazione dei suoli continuano, prevalentemente a scapito dei terreni agricoli. Inoltre, (…) si stima che tra il 61% e il 73% dei terreni agricoli nell'UE sia affetto da erosione, perdita di carbonio organico, eccesso di nutrienti (azoto), compattazione o salinizzazione secondaria (…). Senza una gestione sostenibile e un'azione per rigenerare i suoli, il deterioramento della salute del terreno sarà un fattore centrale nelle future crisi della sicurezza alimentare”.
Di fatto si trattava dell'unica matrice ambientale rimasta non regolata da provvedimenti legislativi europei. Finalmente tale mancanza è stata rimediata, è un buon punto di partenza.
Il testo della Direttiva può essere scaricato qui.